Dopo Intel, anche AMD ha comunicato aumenti di prezzo sulle CPU desktop e laptop: fino al 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La causa è strutturale: la produzione è stata spostata verso server e data center per l’AI, svuotando le scorte consumer. I lead time sono passati da 1-2 settimane a 8-12 settimane.

I numeri degli aumenti

Perché è importante

Il boom dell’AI non colpisce solo la DRAM: ora tocca anche le CPU. Samsung, AMD e Intel stanno dirottando capacità produttiva verso chip per data center — GPU, acceleratori AI, processori server — riducendo deliberatamente la quota destinata al mercato consumer. Per AMD in particolare, il passaggio alle architetture Zen 6 e ai chip server EPYC ha concentrato le risorse di produzione su segmenti più redditizi. Il risultato per chi compra un Ryzen al dettaglio: prezzi più alti e scaffali più vuoti.

Cosa significa in pratica

Chi sta aspettando che i prezzi scendano può smettere di aspettare: la traiettoria nel breve termine è al rialzo, non al ribasso. Chi deve aggiornare la CPU nei prossimi 3-6 mesi dovrebbe valutare di muoversi prima che gli aumenti si consolidino ulteriormente. L’alternativa — aspettare Nova Lake di Intel o Zen 6 di AMD — porta a fine 2026 o 2027, con nuove piattaforme e nuovi socket che rendono i kit attuali AM5/LGA1851 obsoleti.

Il contesto: la crisi dei componenti 2026

DDR4 a +8,8x rispetto a inizio 2025, DDR5 in crescita, SSD PCIe 5.0 che tardano, CPU che aumentano del 10-15%, ASUS che trasferisce tutto il +30% sui prezzi finali. Il 2026 è l’anno in cui la crisi dei componenti da AI raggiunge il mercato consumer in modo sistematico.

Fonte: TechPowerUp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *